Quando si parla di Taijiquan stile Yang, nella maggior parte dei casi si fa riferimento agli insegnamenti lasciati da Yang Chen Fu, molti ricercatori concordano che il sistema insegnato da questo maestro si differenzia notevolmente dal sistema originale creato da Yang Lu Chan.
Sicuramente viste le poche informazioni scritte disponibili sulla famiglia Yang, è impossibile stabilire con precisione quale fosse la forma originale insegnata in quegli anni.
Possiamo però affermare che il sistema antico era molto diverso dal Taijiquan praticato ai nostri giorni, in questo caso è fondamentale tenere presente il contesto storico e culturale della Cina medioevale.
Nessuno in quegli anni si sarebbe avvicinato ad un sistema marziale solo per aumentare il proprio stato di benessere, lo scopo principale delle scuole marziali era di insegnare un sistema di autodifesa che permettesse al praticante di salvaguardare la propria incolumità.
Ecco cosa si diceva di lui:
Yang Zhao Xiong, nato nel 1862 e morto nel 1930
conosciuto soprattutto come Shao Hou e soprannominato
anche “Il Grande” iniziò lo studio del Taijiquan in tenera età studiò
con il padre Yang Jian Hou e con lo zio Yang Ban Hou a cui fu affidato
come figlio adottivo.
Con molte probabilità solo Yang Shao Hou depositario del sistema
per la terza generazione ebbe informazioni dirette dal nonno Yang
Lu Chan.
La maggior parte delle sue conoscenze arrivano comunque dallo zio
a cui fu affidato.
Da lui ereditò parte del carattere, era di indole buona e leale,
amava il combattimento e non sopportava le ingiustizie.
La sua abilità era superiore agli altri praticanti del suo periodo,
ma dato che insegnava in modo severo ed attaccava ferocemente anche
durante gli allenamenti ebbe pochissimi studenti.
Inizialmente Shao Hou insegnava una forma simile a quella del fratello
Chen Fu, con posizioni più ampie (Da Jia)
, in seguito e man mano che gli studenti avanzavano nella pratica
insegnava una forma con posizioni più piccole e naturali chiamata
Xiao Jia o piccolo telaio.
Questa forma pur mantenendo inalterati i principi del Taijiquan,
come il radicamento, decontrazione e la continua connessione tra
un movimento e l’altro, poteva essere eseguita molto velocemente,
gli oltre 200 movimenti venivano praticati in poco più di 3 minuti!
Anche Wu Tunan, allievo di Yang Shao Hou e memoria
storica del Tai Chi, affermava che questa forma era un distillato
creato da Yang Lu Chan per un livello avanzato nel combattimento,
nella sequenza sono stati mantenuti passaggi difficili, spesso cancellati
in altre forme Yang, come le rotazioni saltate e il calcio doppio.
La Xiao Jia era insegnata solo quando si era acquisito
un livello sufficientemente avanzato nella forma larga.
Yang Shao Hou insegnava livelli di abilità ormai poco conosciuti
che rischiano di estinguersi, oltre alle qualità di base come, sensibilità,
rilassamento, controllo del centro, Shao Hou insegnava gli attacchi
psicologici, che influenzavano l’emotività e la stabilità dell’avversario.
Quando Shao Hou eseguiva la forma, i suoi occhi
guidavano, lampeggiando e guardando in tutte le direzioni, spesso
aveva un sorriso sardonico sul viso, le sue espressioni ed emozioni
mutavano continuamente. I suoi attacchi erano preceduti da potenti
urla (fa sheng) al fine di intimorire
e destabilizzare l’avversario: chi lo vedeva praticare lo temeva!
Quando attaccava lasciava che ogni tecnica fluisse naturalmente
nell’altra, con Fa Jing ad estrema velocità, non dava nemmeno la
possibilità all’avversario di capire cosa stava accadendo.
Tra queste abilità si includeva anche lo studio e gli attacchi ai
punti vitali (Dim Mak) , disarticolazioni,
divisione dei tendini e controllo dei punti che regolano il flusso
sanguigno.
|